Offerta formativa a Legnano, tante opportunità. Cultura classica, arte e competenze per l’azienda

Nel panorama delle scuole superiori legnanesi c’è spazio per ogni inclinazione. Dal 16 gennaio aperte le iscrizioni per una scelta che condizionerà il futuro di giovani e famiglie. Vecchi indirizzi si rinnovano L’ultimo arrivato in ordine di tempo è il liceo sportivo che dal prossimo settembre aprirà i battenti negli storici locali del liceo classico e scientifico Galilei di via Gorizia. Più precisamente, si tratta di un liceo scientifico con sezione a indirizzo sportivo, secondo l’indicazione fornita dal Miur, il ministero dell’Istruzione, università e ricerca, che tutti forse ancora ricordano con il nome di Pubblica istruzione. Il momento delle iscrizioni. È una novità importante, questa, da tenere ben presente, visto che dal 16 gennaio 2018 al 6 febbraio devono essere presentate online, compilando un apposito modulo sul portale www.iscrizioni.istruzione.it, le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado. Certo la scelta più impegnativa è quella riservata agli studenti in uscita dalle scuole medie, visto che la decisione presa nei prossimi mesi presumibilmente condizionerà buona parte della vita dei ragazzi e delle loro famiglie. La nostra rivista cerca allora di dare un aiuto: proviamo a fare un po’ d’ordine e riassumere tutta l’offerta formativa delle scuole superiori della città di Legnano. E visto che eravamo partiti dal liceo sportivo, new entry al Galilei, torniamo in viale Gorizia per ripartire. Le novità del liceo Galilei. Quello di Legnano è uno dei sei licei scientifici a cui la delibera della giunta regionale lombarda relativa all’Organizzazione della rete scolastica e dell’offerta formativa 2017-2018 ha permesso l’attivazione dell’indirizzo sportivo. Gli altri sono il liceo “Lagrange” di Milano, il “Levi” di Bollate, il “Celeri” di Lovere (Bergamo), il “Torriani” di Cremona e il “Manzoni” di Suzzara (Mantova). Il piano di studi dell’indirizzo sportivo è affine a quello del liceo scientifico tradizionale. Aumentano però le ore di scienze motorie e discipline sportive per dare valore, da un lato all’educazione motoria, dall’altro alla scientificità dei movimenti. Non saranno invece presenti nel piano di studi materie classiche come il latino e il disegno. Ma il Galilei ha annunciato per il nuovo anno scolastico un’altra importante novità: all’interno del liceo classico, si darà spazio alla voce “Comunicazione”, attivando unità didattiche e percorsi per fornire competenze in quell’ambito con materie nel biennio come “linguaggio dei media”. Il liceo Galilei presenta dunque un liceo scientifico tradizionale e così pure il liceo classico. Ma anche una sperimentazione “Più scientifico”, che offre un incremento delle ore di fisica nel biennio e di matematica nel triennio, seguendo una consolidata e positiva esperienza dei corsi sperimentali denominati Pni (cioè Piano nazionale informatica). Sempre al Galilei di viale Gorizia troviamo il liceo linguistico, che si pone l’obiettivo di “guidare lo studente ad approfondire e a sviluppare...

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Leghisti legnanesi di lotta e di governo. Fratus istituzionale, base scatenata sui social

Qual è il vero volto della Lega legnanese? È quello conciliante e inclusivo del sindaco Gianbattista Fratus e dei suoi assessori o quello più “ruspante” e bellicoso dei militanti e dei vertici locali del movimento politico? Interrogativi che sorgono spontanei a sei mesi dall’entrata in carica della nuova Amministrazione civica di centrodestra (al cui interno la componente leghista è di gran lunga maggioritaria) e dalle prime uscite pubbliche del primo cittadino. Ma andiamo con ordine. A tutt’oggi, Fratus ha pronunciato due discorsi ufficiali: il 29 ottobre, a Cassano Magnago, in occasione dell’annuale commemorazione del partigiano Mauro Venegoni, e il 5 novembre, nella sala Stemmi di Palazzo Malinverni, per la Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Due interventi impeccabili, che non sarebbero risultati stonati se usciti dalla bocca di esponenti di altre forze politiche. Lo stile di Fratus. Nel primo caso, il sindaco ha tessuto in modo esplicito gli elogi di un sindacalista, nonché militante dell’allora Pcd’I, barbaramente trucidato dai fascisti per il suo impegno nella lotta partigiana. Lo ha definito una persona che “ha combattuto per una giusta causa” e si impegnato “a dedicare energie, risorse e impegno affinché i valori per cui Mauro Venegoni è vissuto ed è morto siano sempre vivi nel presente e soprattutto nel futuro delle nuove generazioni”. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui l’allora sindaco Marco Turri (1993-1997), alla guida di una maggioranza monocolore leghista, decideva – tra polemiche e reazioni di sdegno – di dedicare l’area antistante il Liceo Galilei al “martire fascista” Carlo Borsani. Così come è netta la differenza rispetto ai più asettici discorsi del sindaco Lorenzo Vitali (Forza Italia) che portarono anche a un incidente diplomatico con i vertici locali dell’Anpi nel corso di una celebrazione per il XXV Aprile. A Cassano Magnago, Gianbattista Fratus ha persino citato Arno Covini, altro storico partigiano e militante comunista legnanese. Non è neppure mancata una netta presa di distanza dai negazionisti, cioè da coloro che, citiamo testualmente, “hanno pensato di poter reinterpretare la storia piegandola alla propria ideologia”. “Ci sono documenti, come questo monumento – ha ribadito il sindaco – che gridano la verità”. Fino a qui il sindaco antifascista. L’intervento del 5 novembre ha invece dato spazio al sindaco difensore dell’unità nazionale italiana. “Abbiamo sentito poco fa – ha esordito – eseguire l’Inno nazionale e abbiamo issato sul pennone, dove resterà fino a questa sera, il Tricolore, due elementi che contraddistinguono, in modo visibile, il nostro Paese”. Fratus ha poi parlato di “ideale di patria” e attribuito al primo conflitto mondiale il merito di aver favorito il sorgere nel popolo italiano “il senso di appartenenza ad un unico Stato”. “Nel tempo e non senza fatica – ha insistito –...

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Voto? Ti voto, non ti voto

Elezioni e “classe dirigente”: e noi, cosa diciamo? Proseguono i “caminetti” proposti da Polis per riflettere/discutere a 360 gradi di politica e bene comune. Prossimo appuntamento venerdì 9 febbraio 2018 ore 21, allo Spazio incontro Canazza di via Colombes 69 Al centro della serata, anche in vista delle elezioni regionali e politiche del 4 marzo, ci sarà il tema della “selezione della classe dirigente”. Ovvero: come, perché, con quali motivazioni e preparazione si arriva a una candidatura elettorale? I cittadini possono scegliere tra aspiranti politici di alto livello, in grado di rappresentarne aspettative, bisogni, interessi? L’incontro prevede diversi momenti:  Video Tre brevi testimonianze di legnanesi impegnati nella politica locale a vario livello e in diverse epoche √ Gianluca Alpoggio, assessore nella Giunta Fratus, Lega √ Andrea Grattarola, consigliere comunale, M5S √ Piero Cattaneo, sindaco di Legnano 1985-90, Democrazia cristiana    Discussione in piccoli gruppi e questionario individuale su “qualità” e “virtù” del candidato ideale      Slide Partiti e movimenti politici verso il 4 marzo: come scelgono i candidati? (a cura di Nicola Martocchia)    Testimonianze Elena Gasparri, assessore a Rescaldina, Lista civica Pietro Cava, consigliere comunale a Legnano, Forza Italia    Conclusioni √ Risultati del questionario √ Intervento di Alberto Ratti, redattore rivista “Aggiornamenti sociali” Ti...

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Economia/2 Torre (Cgil), il lavoro non decolla. Rafforzare il legame tra la scuola e le imprese

Sole splendente non lo si può definire. Al più si può parlare di qualche spiraglio di luce. Jorge Torre, segretario comprensoriale della Cgil Ticino-Olona Camera del lavoro, lo dice senza giri di parole: “la ripresa è ancora troppo debole e timida”. In particolar modo sul fronte del lavoro, dove la voce dei contratti a termine urla sempre più forte e quella dei rapporti a tempo indeterminato, invece, molto meno. Ma sperare si può e si deve: dialogando a tutto campo in modo sempre più proficuo, tra imprese, territorio e istituzioni, e tracciando un solido ponte con il mondo della scuola. Sfide che richiedono pazienza e impegno. Torre, il territorio dell’Altomilanese è ripartito dopo la crisi generale degli ultimi anni? “Vedo segnali interessanti e una crescita dei contratti a termine, ma non mi pare ci siano particolari avvisaglie di ripresa. I dati aziendali sono un conto, e un altro sono gli scenari occupazionali. Ci sono aziende importanti che hanno dato un ottimo contributo allo sviluppo del territorio ma versano ora in situazioni difficili, pensiamo alla Tosi a Legnano ma anche per esempio alla Parcol a Canegrate, alla Zucchi piuttosto che alla Grancasa. Bisognerà poi vedere cosa accadrà al centro di ricerche di Nerviano con l’avvento della nuova proprietà. Il fatto che una vera e propria ripresa non si stia ancora avvertendo sul territorio lo vediamo anche dall’afflusso medio delle persone ai nostri sportelli per le esigenze più disparate, da consulenze in materia di lavoro alla richiesta di assistenza per le domande per ottenere la disoccupazione, fino a chi deve aprire vertenze con aziende inadempienti… In novembre abbiamo registrato un’affluenza di 872 persone ai nostri uffici”. Proviamo a fotografare la dinamica lavorativa e produttiva con qualche dato? “Se guardiamo ai dati sugli avviamenti nel primo semestre con raffronto tra 2016 e 2017 notiamo che a essere aumentati sono soprattutto i contratti a tempo determinato con un 18 per cento in più; per contro, ed è un dato preoccupante, sono diminuiti del 2,1 per cento quelli a tempo indeterminato, mentre il lavoro intermittente a chiamata è aumentato del 126 per cento. Quanto all’apprendistato, poi, gli avviamenti hanno fatto registrare una crescita del 19 per cento. Se guardiamo ai comparti, vi è stato un aumento del 13 per cento nel settore industriale, un 19,7 per cento in quello del commercio, un 24,8 negli altri servizi di trasporti e logistica, informatica e vari, e un 27 nel settore socio-assistenziale. Ma attenzione, parlare di avviamenti al lavoro è un conto e di lavoro effettivo è un altro! Vi sono poi molte situazioni di contratti per un solo giorno. Come si vede, le criticità da affrontare non sono poche. Intanto per quanto riguarda i contratti a...

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Economia/1 L’analisi di Rossini (Confartigianato): «Segnali di ripresa, ma è necessario fare squadra»

Trentanove anni, è segretario dallo scorso ottobre di Confartigianato Altomilanese. Ovvero di una realtà che annovera ben 1.100 aziende associate. Giacomo Rossini è una persona con lo sguardo ben puntato sull’assetto produttivo, economico e occupazionale del territorio. E, come è pronto a evidenziare le criticità che funzionano da tagliole alla crescita, altrettanto è pronto a indicare il modo con cui liberarsene: maggiore dialogo tra imprese, politiche attive del lavoro, lotta all’abusivismo che – dice – uccide la professionalità e si fa beffe di regole che dovrebbero invece essere valide per tutti. E sul discorso “ripresa” è esplicito: “qualche timido segnale c’è ma si può e si deve fare di più, perché il Legnanese è un territorio ricco di storia, in grado di dare e dire ancora molto”. Rossini, come valuta la situazione attuale? Procediamo verso la ripresa economica? “Diciamo che c’è un timido risveglio, il mondo dell’artigianato in sé nel complesso ha tenuto anche durante i periodi più bui della crisi. Purtroppo si è registrato un tracollo del settore edilizio tra 2012 e 2013 i cui segnali di inversione di tendenza ancora oggi non si manifestano. Per quanto riguarda il mondo delle imprese nell’Altomilanese, il dato di 18mila è rimasto sostanzialmente invariato tra 2015 e 2016 e un 33 per cento di esse si colloca nel comparto dell’artigianato. Dobbiamo poi considerare la situazione delle partite Iva che diverse persone hanno aperto, chi per esigenze personali chi perché indotto a farlo dai datori di lavoro”. Quali sono le nubi che si addensano sul comparto che occorre spazzar via? “Il primo problema da risolvere resta l’abusivismo messo in atto da persone che esercitano sprovviste dell’autorizzazione della Camera di Commercio o, pur provviste, usano strumenti e modalità non proprio regolari. Come associazione conduciamo al riguardo da tempo una battaglia verso realtà che operano sottocosto danneggiando il mercato. Un’altra questione concerne il costo del personale. Oggi ci sono diversi imprenditori che vorrebbero assumere ma devono affrontare una serie di costi davvero sostenuti, tra fisco e formazione, e preferiscono quindi non rischiare. Il terzo problema sono i pagamenti che arrivano in ritardo da parte di certe istituzioni pubbliche all’imprenditoria. E poi esiste il problema dell’elevato costo dell’energia”. Problemi che, per essere risolti, esigono un territorio in grado di fare squadra? “Certo, per quanto concerne il nostro comparto occorrerebbe sicuramente farne di più; in alcuni casi le stesse aziende si vedono tra loro solo come concorrenti e magari rinunciano a sedersi allo stesso tavolo. Mentre quando ci si mette insieme e si elaborano proposte comuni, si riscontra disponibilità all’ascolto e alla collaborazione. Per quanto invece concerne il dialogo con mondo industriale, sindacale e del commercio abbiamo diversi tavoli a cui partecipiamo, riscontrando un buon livello...

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Polis Legnano: i trent’anni della rivista. Nel nuovo numero focus su economia e lavoro

“Segnali di ripresa, ma è necessario fare squadra”, Giacomo Rossini (Confartigianato); “il lavoro non decolla”, ora “rafforzare il legame tra scuola e imprese”, Jorge Torre (Cgil); “portare il turismo in città”, Giuseppe Calini (albergatori), e lancia l’idea di un Forum, come quello di Assago, a Legnano. Il nuovo numero della rivista Polis Legnano dedica spazio all’analisi della situazione economica e occupazionale in città. Tre le interviste sul tema, con altrettanti autorevoli interlocutori. La rivista dell’associazione culturale e politica Polis compie trent’anni: l’articolo di fondo di questo numero è dedicato proprio alla pubblicazione bimestrale: constatando che si tratta di uno strumento “vecchio” per diversi aspetti, che potrebbe, o dovrebbe, essere rinnovato, magari anche “giocando di sponda” con i nuovi mezzi di comunicazione e di relazione, a partire dai social. Eppure una rivista, molto diffusa sia nella versione cartacea che in quella on line, che ha ancora un suo tratto di originalità e una mission: riflettere – con una certa dose di approfondimento e senza l’ansia di rincorrere le notizie – su questioni rilevanti per il territorio, così pure su temi nazionali e internazionali. Il numero prosegue con una parte dedicata alla vita politica cittadina. Gli argomenti: leghisti legnanesi di lotta e di governo; Pd, in via Bramante congresso e buoni propositi; Insieme per Legnano: analisi del voto e nuovi progetti. Un ampio servizio è quindi dedicato all’offerta formativa a Legnano, con una panoramica sulle scuole superiori; segue una toccante e profonda testimonianza di una giovane legnanese che da anni svolge volontariato nel carcere di San Vittore a Milano. Non da ultimo, quattro contributi su politica ed elezioni, profilo del cattolicesimo democratico, il primo Discorso alla città del vescovo Mario Delpini e un’intervista sulla pervasività (anche in Lombardia) economica e sociale della ‘ndrangheta. Associazione...

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30 anni della rivista Polis Legnano, strumento vecchio e nuovo fra riflessività e community

In questi giorni è in distribuzione l’ultimo numero del 2017 di Polis, riportiamo l’editoriale che apre quest’ultimo numero. Ci vediamo nel 2018. —————- Incontrai Polis quasi per caso… doveva essere il 1997 o giù di lì. Al liceo – non so come – era arrivato un volantino in cui l’associazione presentava un ciclo di incontri sulla storia di Legnano e dell’Altomilanese. Incuriosito andai a sentire. Furono un paio di serate molto belle: da studente mi incuriosì molto scoprire che c’erano persone che studiavano la storia locale con passione e conoscenza di dettagli che ti facevano capire la realtà in cui vivevi e davano risposte che sui libri di scuola non trovavi… Perché tante fabbriche a Legnano? Da dove nasceva quel passato industriale così presente eppure così abbandonato a quel tempo? (nel cuore di Legnano svettava ancora la Cantoni e la nonna ti raccontava di quando lavorava in Manifattura). Cosa era successo qui durante le due guerre mondiali? E chi lottò durante la Resistenza? Chi erano gli immigrati di allora che venivano a lavorare qui? Dove andavano a vivere? E come vivevano? Ne uscii con tante domande, altrettante risposte e una rivista in mano: Polis… nome curioso per un giovane studente che combatteva con le versioni di greco! Tante domande che – anni dopo – ho capito aver segnato le curiosità di un giovane e contribuito a formarne le scelte… Volontariato con immigrati stranieri e studi sociologici e così, nel 2003, reincontro l’associazione: vengo intervistato – ricordo ancora l’emozione! – da un certo Piero Garavaglia (oggi presidente dell’associazione Polis) sulla mia tesi di laurea triennale, pubblicata in un volumetto dal titolo “Le ombre di Legnano”, ricerca etnografica sugli immigrati “residenti” nei capannoni abbandonati della ex Cantoni. Ri-scopro così la rivista di Polis, che da allora inizia a capitarmi tra le mani sempre più di frequente. Intanto l’impegno sociale cresce e si arriva al 2007: sono passati dieci anni da quelle serate sulla storia di Legnano e mi ritrovo invitato in una serata invernale davanti a un caminetto a parlare di politica e attività culturali locali. Da allora ho iniziato a collaborare, con alti (pochi) e bassi (tanti) con Polis, condividendo lo spirito e l’idea di luogo di riflessione ed elaborazione di un pensiero non effimero e non legato solo ed esclusivamente all’immediata cronaca e al presente dei fatti politici e culturali locali. Questo tratto, che caratterizza la rivista da sempre, credo ne sia il valore aggiunto anche e soprattutto oggi. Alcuni negli ultimi anni hanno criticato la rivista… troppo statica, troppo lenta, poco vivace, poco “sul pezzo”… Sicuramente dopo 30 anni, la rivista va “rivista”, aggiornata, magari adeguata nella grafica ai tempi, e più connessa a una “cross-medialità” che sempre...

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