LEGNANO / EUROPA

Alla luce dei recenti fatti discuteremo di Europa e buona politica a Legnano con ENRICO LETTA, Fabio Pizzul, Patrizia Toia, Carmine Pacente lunedì 20 maggio alle ore 21. Invitato speciale: ANTONIO GUARNIERI, presidente del Comitato Legalità a...

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Polis: qualche domanda a Gianbattista Fratus
chi, come e perché governa la città di Legnano

Polis: qualche domanda a Gianbattista Fratus chi, come e perché governa la città di Legnano

Anticipiamo l’editoriale del nuovo numero della rivista “Polis Legnano”, in distribuzione nei prossimi giorni. Il testo, a firma dell’associazione, contiene alcune domande a Gianbattista Fratus sulla politica legnanese Egregio Signor Sindaco, all’inizio del mese di aprile ci eravamo rivolti a Lei, con una lettera aperta, in uno dei momenti più “caldi” della politica legnanese. Vi affermavamo: “Dopo le dimissioni della maggior parte dei consiglieri comunali, appare chiaro a tutti che a Palazzo Malinverni non esiste più una maggioranza politica in grado di sostenere la Sua Giunta. Leggiamo di molteplici e forzati tentativi di trovare qualche scappatoia legale per poter surrogare un consigliere e ridar vita a una coalizione che non è più in grado di governare la città. A Lei chiediamo un sussulto di buon senso e di dignità”. La cronaca racconta poi di una serie di tentativi per salvare il salvabile, tenendo in piedi una Giunta che è arrivata al termine della corsa. “Quando una esperienza di coalizione finisce, e vengono meno i numeri per governare, occorre prenderne seriamente atto e agire di conseguenza”, avevamo sottolineato. Aggiungendo: “Purtroppo si ha l’impressione che ‘altri’, e non il Sindaco, si stiano battendo, con mezzi leciti e ai limiti del lecito, per continuare questa esperienza amministrativa che ormai non dispone dei numeri in Consiglio comunale, ovvero l’organo eletto dai cittadini per rappresentarli”. La conclusione era esplicita: “Signor Sindaco, non consenta che qualcuno – forse per obiettivi e interessi diversi da quelli contenuti nel Suo programma di governo – usi del nome del Primo cittadino per forzare la mano alle istituzioni democratiche. Non permetta che Legnano diventi un caso italiano di malapolitica. Consentire ai cittadini legnanesi di tornare alle urne è la soluzione migliore che anche Lei, Signor Sindaco, dovrebbe favorire”. Quanto accaduto nel mese di aprile è noto: nonostante il parere del Ministero dell’Interno e del Prefetto, indicanti la necessità di sciogliere il Consiglio comunale e di nominare un Commissario prefettizio, la Giunta di Legnano continua a rimanere al suo posto grazie a un paio di cavilli giuridici, alla complicità di una figura dimostratasi di parte (il Difensore civico regionale), e a un primo, affrettato parere del Tar su un ricorso ad esso rivolto. L’8 maggio è atteso un nuovo pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale. Ma, indipendentemente dall’atteso giudizio, ci sono elementi oggettivi dei quali tener conto e interrogativi cui il Sindaco dovrebbe rispondere. Di oggettivo c’è il fatto che la maggioranza composta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, presente in Comune da meno di due anni, ha subìto forti scossoni e autorevoli defezioni. Tre consiglieri della Lega si sono dimessi, due assessori della Sua Giunta invece “sono stati dimessi” contro il loro parere e la loro volontà. Evidenti sono,...

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Europa al bivio: un progetto da rilanciare
Sfide e opportunità del voto del 26 maggio

Europa al bivio: un progetto da rilanciare Sfide e opportunità del voto del 26 maggio

Anticipiamo un altro articolo del nuovo numero della rivista “Polis Legnano” (sarà in distribuzione dal 3 maggio): questa volta si tratta di una analisi della politica europea, firmata da Franco Monaco, in vista delle elezioni del 26 maggio. ———————- Questa volta c’è grande (e trepidante) attesa verso le elezioni europee del maggio prossimo. Sia per la sorte dell’Ue, sia per gli equilibri politici nostrani. In passato non era così. Le elezioni europee erano considerate “minori”. Celebrate quasi distrattamente. Al più un’occasione per misurare i rapporti di forza tra i partiti nel fronte interno. Gli stessi elettori si prendevano qualche libertà rispetto alle loro abituali appartenenze di partito e comunque con l’attenzione posta ai problemi di casa. Perché ora non è così, perché è giusto che non sia così, perché le prossime elezioni europee acquistano un singolare rilievo? La risposta è semplice: esse cadono nel vivo di uno dei passaggi più critici del progetto europeo e dell’Unione.   Per un ideale…Remota è la visione dei padri dell’Europa, quella che si rinveniva per esempio nella risposta del cancelliere Kohl a chi lo interrogava sulla sua opzione europeista: “perché mio fratello è morto nella seconda guerra mondiale”. Dunque, nella sua ultima sostanza, per un ideale di cooperazione e di pace, dopo secoli di conflitti cruenti tra gli Stati che hanno insanguinato il continente. Remota e utopistica, rispetto al futuro, la prospettiva federale degli Stati Uniti d’Europa. Chi si azzarda più a evocarla oggi quale traguardo concretamente possibile? Ancora qualche anno fa gli addetti ai lavori in tema di Europa discutevano dei tempi e dei modi dell’avanzamento del processo di integrazione, ora in discussione sono la stessa direzione di marcia e lo stesso traguardo. Si discute persino del “se” e non del “come”, del “quanto”, del “quando”. Lo rammento: si discuteva dell’allargamento a est e oltre; di come conciliare tale allargamento a paesi oggettivamente assai diversi da quelli del nucleo originario dell’Ue con il rafforzamento delle istituzioni comunitarie; di una governanceche adottasse più il metodo comunitario che quello intergovernativo (il cui corollario era più potere a Parlamento e Commissione e meno al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo per definizione più restii a una effettiva integrazione); dell’idea di fare eleggere direttamente dai cittadini europei il presidente della Commissione, così da politicizzarne positivamente la figura e conferirgli più legittimazione e potere, facendolo somigliare al capo del governo dell’Unione; di superare l’impasse rappresentato dalle decisioni all’unanimità nel Consiglio Ue con il conseguente potere di veto e invece estendere il campo delle decisioni a maggioranza, sino a ricomprendere le linee essenziali di una politica economica e di una politica estera comuni. Forse questioni un poco tecniche e dunque “fredde” per i cittadini comuni,...

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Riccardo Olgiati, un anno a Montecitorio
Roma, l’Europa e un occhio sulla città

Riccardo Olgiati, un anno a MontecitorioRoma, l’Europa e un occhio sulla città

Il Movimento 5 Stelle, la collaborazione governativa con la Lega, il lavoro in commissione affari esteri. Il giovane deputato si racconta a Polis Legnano. “La precedente esperienza nel Consiglio comunale si sta rivelando molto utile”. L’impegno sul caso-Fratus: “la maggioranza non esiste più”   “È un’esperienza umana coinvolgente, bellissima, davvero interessante. Sto imparando molto, anche grazie al contatto quotidiano con esponenti politici di rilievo nazionale. In fondo si tratta di un’avventura che capita una volta nella vita…”. Riccardo Olgiati, 36 anni, da 7 attivista del Movimento Cinque Stelle, un anno fa diventava deputato. Dalle elezioni del 4 marzo 2018 ne è passata di acqua sotto i ponti e ora, per la rivista Polis Legnano, Olgiati traccia un primo bilancio di questi mesi tra Montecitorio e Legnano, dove risiede con la famiglia.   Un anno impegnativo, a partire dalla formazione del governo giallo-verde, l’attuazione del “contratto” di governo e tante altre novità sopraggiunte. Non è vero? In effetti dopo il successo elettorale abbiamo avuto la lunga fase di gestazione del governo e poi questa situazione particolare di convergenza con la Lega. Passato un primo periodo di rodaggio, abbiamo avviato le riforme contenute nell’accordo di governo. Abbiamo anche dovuto ingoiare qualche rospo, nel senso che stare in una coalizione comprende la necessità di mediazioni. Ma di certo non era più il momento di stare all’opposizione, avevamo diversi obiettivi da raggiungere. Ora la collaborazione tra Lega e Cinque Stelle funziona e i nostri programmi sono in marcia.   Ci racconti qualche aspetto più “personale” di questa esperienza. Del resto non è da tutti passare dai banchi del Consiglio comunale di Legnano agli scranni della Camera… La prima sottolineatura che farei è che è necessario studiare e impegnarsi molto per svolgere il ruolo di deputato. Ho ripreso in mano i libri, approfondisco le materie che sono di mia diretta competenza come membro della commissione parlamentare affari esteri e comunitari: fra questi la geopolitica, l’Unione europea, gli scenari internazionali. Direi che la precedente esperienza nel Consiglio comunale si sta rivelando molto utile. Altrettanto importante è ascoltare persone esperte: ricordo che una delle prime sedute di commissione avevo davanti personaggi come Laura Boldrini e Piero Fassino: ebbene, la preparazione conta!   Torniamo al governo. Un suo giudizio sul primo anno? Risultati? Obiettivi ancora da centrare? Direi che molto è stato realizzato. Il Reddito di cittadinanza, che era un punto fondamentale del Movimento Cinque Stelle, è ormai avviato. Ne beneficeranno milioni di persone che vivono in povertà o che sono rimaste indietro per qualche motivo. E la povertà non è tollerabile in un Paese moderno. Si tratta però di monitorare che tutto funzioni al meglio. La Lega all’inizio era piuttosto scettica su questo provvedimento, ma poi...

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Michele Cattaneo: cinque anni da sindaco
«La parte più bella? Stare tra la gente»

Michele Cattaneo: cinque anni da sindaco «La parte più bella? Stare tra la gente»

AI LETTORI DI POLIS LEGNANO: il primo numero 2019 della rivista, da tempo pronto per la stampa, è stato necessariamente rinviato in relazione alle incertezze istituzionali riguardanti il Comune di Legnano (mancanza di una maggioranza in Consiglio comunale, dimissioni della Giunta?). Appena giungeranno novità certe, concluderemo il numero e lo invieremo a tutti i soci e amici di Polis. Nel frattempo sul sito http://www.polislegnano.it/ e sulla pagina Facebook dell’associazione anticiperemo alcuni degli articoli preparati dalla redazione. Cominciamo con una testimonianza del sindaco di Rescaldina Michele Cattaneo. ASSOCIAZIONE POLIS Il primo cittadino di Rescaldina si “confessa” su Polis Legnano. L’inizio dell’avventura politica nel 2014, la squadra di Giunta, la lista civica. I successi (tanti), gli errori, le amarezze… Il caso Ikea, il Pgt, i premi, fino al crollo della palazzina di via Brianza e la risposta solidale del paese. E ora, il passaggio del testimone “Secondo me c’è una sola persona che può candidarsi per fare il sindaco… tu!”. È iniziata con una frase del genere l’avventura delle elezioni del 2014 a cui è seguita, lo ammetto, una non elegantissima risposta. “Candidano te perché non hanno nessun altro”, la reazione di mia moglie, che esprime bene quello che in fondo pensavo anche io: non avevo mai ipotizzato di fare il sindaco, non avevo mai riflettuto sulle mie capacità e soprattutto non sapevo se avrei retto lo stress e il carico di responsabilità. A questo va aggiunta la mia origine legnanese. Un “furestu” infatti non era mai stato sindaco di Rescaldina. La molla della decisione finale, già meditata durante l’estate, l’ha fatta scattare la famosa cerimonia con tanto di giornalisti e stretta di mano d’ordinanza tra il mio predecessore Paolo Magistrali e l’allora Re dei Compro Oro, Mirko Rosa, un personaggio che tra piscine piene di modelle, montagne di farina bianca (farina?) era arrivato alle cronache nazionali dopo avere promesso una ricompensa di 50.000 euro (mai pagati) per chi avesse denunciato l’assassino del gioielliere di Saronno. L’indignazione ha fatto scattare la decisione definitiva: bisognava mettere la parola fine a questo squallore e a questi disvalori e nessuno poteva tirarsi indietro senza poi dirsi in qualche modo complice. Da lì la decisione: “ok, ci sto, ma solo un giro. Cinque anni e poi torno a insegnare. Andrà avanti la squadra che nel frattempo avremo messo insieme”. E così eccoci qui, giunti quasi alla fine dell’avventura, con una nuova campagna elettorale, ma con protagonisti diversi. Per me il tempo di tirare un po’ le fila e raccontare in poche righe cosa è successo in cinque anni. Tante sfide e tante sorprese hanno segnato questi cinque anni; tento di metterne in ordine qualcuna e di raccontare per ognuna di queste una emozione e le...

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“UN SUSSULTO DI BUON SENSO E DI DIGNITÀ”

“UN SUSSULTO DI BUON SENSO E DI DIGNITÀ”

Lettera aperta di Polis al Sindaco Fratus Egregio Signor Sindaco, ci rivolgiamo direttamente a Lei con questa lettera aperta perché il momento politico a Legnano è particolarmente grave e delicato. Dopo le dimissioni della maggior parte dei consiglieri comunali, appare chiaro a tutti che a Palazzo Malinverni non esiste più una maggioranza politica in grado di sostenere la Sua Giunta. Leggiamo di molteplici e forzati tentativi di trovare qualche scappatoia legale per poter surrogare un consigliere e ridar vita a una coalizione che non è più in grado di governare la città. A Lei chiediamo un sussulto di buon senso e di dignità. Quando una esperienza di coalizione finisce, e vengono meno i numeri per governare, occorre prenderne seriamente atto e agire di conseguenza. Purtroppo si ha l’impressione che “altri”, e non il Sindaco, si stiano battendo, con mezzi leciti e ai limiti del lecito, per continuare questa esperienza amministrativa che ormai non dispone dei numeri in Consiglio comunale, ovvero l’organo eletto dai cittadini per rappresentarli. Signor Sindaco, non consenta che qualcuno – forse per obiettivi e interessi diversi da quelli contenuti nel Suo programma di governo – usi del nome del Primo cittadino per forzare la mano alle istituzioni democratiche. Non permetta che Legnano diventi un caso italiano di malapolitica. Consentire ai cittadini legnanesi di tornare alle urne è la soluzione migliore che anche Lei, Signor Sindaco, dovrebbe favorire. La ringraziamo per l’attenzione e per la sensibilità che vorrà dimostrare ASSOCIAZIONE...

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