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Polis Legnano: i trent’anni della rivista. Nel nuovo numero focus su economia e lavoro

“Segnali di ripresa, ma è necessario fare squadra”, Giacomo Rossini (Confartigianato); “il lavoro non decolla”, ora “rafforzare il legame tra scuola e imprese”, Jorge Torre (Cgil); “portare il turismo in città”, Giuseppe Calini (albergatori), e lancia l’idea di un Forum, come quello di Assago, a Legnano. Il nuovo numero della rivista Polis Legnano dedica spazio all’analisi della situazione economica e occupazionale in città. Tre le interviste sul tema, con altrettanti autorevoli interlocutori. La rivista dell’associazione culturale e politica Polis compie trent’anni: l’articolo di fondo di questo numero è dedicato proprio alla pubblicazione bimestrale: constatando che si tratta di uno strumento “vecchio” per diversi aspetti, che potrebbe, o dovrebbe, essere rinnovato, magari anche “giocando di sponda” con i nuovi mezzi di comunicazione e di relazione, a partire dai social. Eppure una rivista, molto diffusa sia nella versione cartacea che in quella on line, che ha ancora un suo tratto di originalità e una mission: riflettere – con una certa dose di approfondimento e senza l’ansia di rincorrere le notizie – su questioni rilevanti per il territorio, così pure su temi nazionali e internazionali. Il numero prosegue con una parte dedicata alla vita politica cittadina. Gli argomenti: leghisti legnanesi di lotta e di governo; Pd, in via Bramante congresso e buoni propositi; Insieme per Legnano: analisi del voto e nuovi progetti. Un ampio servizio è quindi dedicato all’offerta formativa a Legnano, con una panoramica sulle scuole superiori; segue una toccante e profonda testimonianza di una giovane legnanese che da anni svolge volontariato nel carcere di San Vittore a Milano. Non da ultimo, quattro contributi su politica ed elezioni, profilo del cattolicesimo democratico, il primo Discorso alla città del vescovo Mario Delpini e un’intervista sulla pervasività (anche in Lombardia) economica e sociale della ‘ndrangheta. Associazione...

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30 anni della rivista Polis Legnano, strumento vecchio e nuovo fra riflessività e community

In questi giorni è in distribuzione l’ultimo numero del 2017 di Polis, riportiamo l’editoriale che apre quest’ultimo numero. Ci vediamo nel 2018. —————- Incontrai Polis quasi per caso… doveva essere il 1997 o giù di lì. Al liceo – non so come – era arrivato un volantino in cui l’associazione presentava un ciclo di incontri sulla storia di Legnano e dell’Altomilanese. Incuriosito andai a sentire. Furono un paio di serate molto belle: da studente mi incuriosì molto scoprire che c’erano persone che studiavano la storia locale con passione e conoscenza di dettagli che ti facevano capire la realtà in cui vivevi e davano risposte che sui libri di scuola non trovavi… Perché tante fabbriche a Legnano? Da dove nasceva quel passato industriale così presente eppure così abbandonato a quel tempo? (nel cuore di Legnano svettava ancora la Cantoni e la nonna ti raccontava di quando lavorava in Manifattura). Cosa era successo qui durante le due guerre mondiali? E chi lottò durante la Resistenza? Chi erano gli immigrati di allora che venivano a lavorare qui? Dove andavano a vivere? E come vivevano? Ne uscii con tante domande, altrettante risposte e una rivista in mano: Polis… nome curioso per un giovane studente che combatteva con le versioni di greco! Tante domande che – anni dopo – ho capito aver segnato le curiosità di un giovane e contribuito a formarne le scelte… Volontariato con immigrati stranieri e studi sociologici e così, nel 2003, reincontro l’associazione: vengo intervistato – ricordo ancora l’emozione! – da un certo Piero Garavaglia (oggi presidente dell’associazione Polis) sulla mia tesi di laurea triennale, pubblicata in un volumetto dal titolo “Le ombre di Legnano”, ricerca etnografica sugli immigrati “residenti” nei capannoni abbandonati della ex Cantoni. Ri-scopro così la rivista di Polis, che da allora inizia a capitarmi tra le mani sempre più di frequente. Intanto l’impegno sociale cresce e si arriva al 2007: sono passati dieci anni da quelle serate sulla storia di Legnano e mi ritrovo invitato in una serata invernale davanti a un caminetto a parlare di politica e attività culturali locali. Da allora ho iniziato a collaborare, con alti (pochi) e bassi (tanti) con Polis, condividendo lo spirito e l’idea di luogo di riflessione ed elaborazione di un pensiero non effimero e non legato solo ed esclusivamente all’immediata cronaca e al presente dei fatti politici e culturali locali. Questo tratto, che caratterizza la rivista da sempre, credo ne sia il valore aggiunto anche e soprattutto oggi. Alcuni negli ultimi anni hanno criticato la rivista… troppo statica, troppo lenta, poco vivace, poco “sul pezzo”… Sicuramente dopo 30 anni, la rivista va “rivista”, aggiornata, magari adeguata nella grafica ai tempi, e più connessa a una “cross-medialità” che sempre...

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“Polis Legnano”: uno sguardo al palazzo, l’altro alla città… e oltre

Un occhio alla realtà cittadina e l’altro al quadro regionale, nazionale e internazionale. Nel nuovo numero in distribuzione della rivista “Polis Legnano” – novembre 2017 – si parla di “populismo”, di referendum sull’autonomia regionale (un documento dell’associazione), di futuro dell’Unione europea (intervista con Romano Prodi). Al contempo lo sguardo di “Polis Legnano” si posa sui progetti futuri del neo sindaco Giambattista Fratus, intervistato dalla redazione, sulla politica culturale locale, sul prezioso ruolo che svolge la Fondazione di comunità Ticino-Olona (intervento del presidente Salvatore Forte). E poi la bella e “profetica” realtà di “Parallelo” (Castellanza); i “nuovi legnanesi” – due interviste – che cambiano e ringiovaniscono il volto della città. Fra gli altri articoli proposti, un quadro statistico sull’economia e le imprese del territorio legnanese e il racconto di una trasferta di quattro studenti dell’istituto Bernocchi, assieme alla loro insegnante, sull’isola di Lampedusa: un “pellegrinaggio” istruttivo che lascia il segno. Un ricordo di Ivano Bressan, già segretario di Polis, e una toccante testimonianza di don Silvano Brambilla (che tanti legnanesi hanno conosciuto come sacerdote della parrocchia dei Santi Martiri) aggiungono un “tocco familiare” alle pagine della...

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Referendum del 22 ottobre: vera scommessa sull’autonomia o propaganda elettorale?

Gli elettori lombardi il 22 ottobre sono chiamati alle urne per il cosiddetto “referendum per l’autonomia”. Il quesito è il seguente: “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”. C’è il richiamo all’unità nazionale e soprattutto alla Costituzione, che all’art. 116, terzo comma, consente alle Regioni di ottenere maggiore autonomia. Insomma, il quesito può essere tradotto così: “volete voi lombardi più autonomia ai sensi della Costituzione vigente?”. La risposta è alquanto scontata e non può che essere positiva. Chi può essere contrario a ottenere più autonomia nel rispetto della Costituzione? Se leggiamo bene l’art. 116, terzo comma, della Costituzione, scopriamo che in effetti la Costituzione consente alle Regioni di ottenere, “con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali” “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”. Non si prevede un referendum, semmai il solo obbligo di sentire gli enti locali (città metropolitane, province e comuni). Sorgono, a questo punto, legittimamente diverse perplessità sull’utilità effettiva di questo referendum: perché dobbiamo affermare che vogliamo più autonomia come consentito dalla nostra Costituzione e nel rispetto dell’unità nazionale con un referendum, se la norma costituzionale che si vuole attuare non lo prevede come obbligatorio? Cosa impedisce alla Regione di attivarsi subito per ottenere più materie di competenza esclusiva, come consente l’art. 116, terzo comma, della Costituzione? Lo sta, ad esempio, già facendo la Regione Emilia Romagna, e probabilmente arriverà prima della Lombardia. Ci si poteva attivare sin dal 2001, quando la norma costituzionale fu introdotta: da allora la Regione non poteva attivarsi e procedere? Ricordiamo infatti che l’art. 116, comma terzo, fu introdotto con la riforma costituzionale del 2001, proposta dal centrosinistra e osteggiata dalla Lega ma poi votata dalla maggioranza dei cittadini con referendum nazionale. Si voleva introdurre il cosiddetto “regionalismo differenziato”, ossia la possibilità per le Regioni di ottenere più autonomia, con l’attribuzione ad esse di altre materie di legislazione esclusiva, tra quelle ricomprese nella competenza concorrente (quelle elencate nell’art. 117, terzo comma, per le quali spetta alla Regione la competenza legislativa, salvo la competenza dello Stato a porre i principi fondamentali: ad es., sanità, governo del territorio, istruzione, tutela e sicurezza del lavoro, ricerca e innovazione, protezione civile, cooperazione transfrontaliera ecc.) e tra alcune ricomprese nella competenza statale (giudice di pace, norme generali sull’istruzione, tutela dell’ambente, dell’ecosistema e dei beni culturali). L’art. 116, terzo comma, della...

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Associazione Polis ricorda Ivano Bressan

Un grande amico, amava la nostra città e credeva nella buona politica L’associazione culturale e politica Polis ricorda Ivano Bressan, persona affabile, onesta, trasparente, amico dal cuore grande, profondo conoscitore della città di Legnano, cui aveva dedicato lavoro – da dipendente comunale – e tanta passione sociale e politica. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Ivano era un uomo dolce, rispettoso, posato, sempre disponibile ad ascoltare e a dialogare, generoso nel volontariato e nell’impegno civile. Socio dell’associazione Polis, da diversi anni ricopriva la carica di segretario e tesoriere: compiti delicati e preziosi, da svolgersi “nelle retrovie”, ma che lo vedevano puntualmente presente, dinamico, efficace, innovativo. Alle riunioni associative era sempre in prima fila, attento a delineare progetti a carattere formativo e per la maturazione di una coscienza democratica diffusa. Autore prolifico per la rivista “Polis Legnano”, considerava gli strumenti della partecipazione politica – associazioni, liste civiche, partiti, media – il sale della democrazia. Ivano aveva una conoscenza straordinaria della città e dei legnanesi: ogni volta che occorreva ricostruire un particolare della città, conoscere le vicende di Legnano, contattare persone o associazioni, la sua esperienza si rivelava inesauribile. Anche durante l’ultima campagna elettorale si era prodigato per la buona politica, che praticava al di là delle appartenenze e degli schemi: Ivano Bressan ci ha concretamente insegnato a scrutare l’essenza stessa della politica come costruzione del bene comune. Caro Ivano, lasci un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di conoscerti e di averti per amico. Vorremmo avere la capacità di incarnare alcune delle virtù che hai testimoniato con la tua esistenza. Grazie,...

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Anche a Legnano spira vento di destra Elezioni locali segnate dalle vicende nazionali

Dopo il voto di giugno, che ha indicato Giambattista Fratus quale nuovo sindaco di Legnano, l’amministrazione di destra è al lavoro. Imperniata sull’asse Lega-Forza Italia, dove la Lega fa numericamente la parte del leone, torna a Palazzo Malinverni chi, sostanzialmente, ha amministrato la città nei 15 anni precedenti la giunta Centinaio. Il segno di maggior “continuità” è dato in particolare dal ruolo di primo piano dell’ex sindaco Maurizio Cozzi, magna pars anche in questa nuova versione della coalizione di governo. Se svettano Salvini e Grillo… Il risultato del voto è stato analizzato in varie sedi, anche se l’analisi più credibile (confortata da dati e fatti) è quella che indica nel successo della destra a Legnano la fotocopia del voto registrato in quasi tutta Italia e soprattutto in Lombardia. Da Magenta ad Abbiategrasso (per restare a noi più vicini), da Monza a Sesto San Giovanni (casi in sé eclatanti), passando per Garbagnate e Meda, e poi Como e Lodi, per approdare ad altre realtà come Genova, La Spezia, Asti, Alessandria, Piacenza, Pistoia o L’Aquila, si è misurato un netto e profondo spostamento dell’elettorato verso destra. I maggiori commentatori hanno segnalato, tra le ragioni, la paura diffusa (e artatamente alimentata) in relazione a terrorismo e pressioni migratorie, la percezione diffusa che la crisi economica stia ancora mordendo, il punto più alto di sentimenti di chiusura in chiave nazionalista che assegnano alla globalizzazione e a una generica “Europa” ogni colpa della nostra epoca. Da non trascurare poi l’esito referendario del 4 dicembre scorso e l’imperversare mediatico e social di personaggi di modesta credibilità politica che riescono però a far breccia nell’italianità: in questo caso svettano Matteo Salvini e Beppe Grillo. Una serie di elementi, in rapporto di causa-effetto, che hanno portato alla vittoria Lega e compagni di strada indipendentemente dalla qualità della proposta politica e persino dal valore e dalla statura dei candidati messi in campo. È “girato il vento” a favore della destra come in passato era accaduto per la sinistra. Si afferma questo senza ovviamente nulla togliere a chi ha vinto, anche a Legnano, avendo saputo infatti pazientare in attesa di tempi migliori per un successo giunto in sede locale ma partito da lontano. È tutta un’altra politica. La riprova? Sarebbe probabilmente impossibile dimostrare che in tutte, ma proprio tutte le città in cui si è registrato un cambio di governo, il centrosinistra avesse ottenuto scarsi esiti amministrativi negli scorsi cinque anni, mettendo poi in campo per questa tornata elettorale programmi poco appetibili e coalizioni e sindaci perdenti. Ovviamente il profilo di un esito elettorale influenzato dai trend nazionali vale per le città di medie e grandi dimensioni, quelle per cui è previsto il ballottaggio. Diverso invece il ragionamento per...

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